Le superstizioni sono in netto contrasto con una sana appartenenza religiosa: Dio l'Altissimo è il Detentore Assoluto del nostro destino, ed è il Creatore dei poveri micetti neri che ormai abbiamo demonizzato. Ma forse sapere come sono nate alcune credenze, può aiutarci a pensare con il cervello e sfatare queste sciocchezze insegnando ai nostri figli che è tutto falso.Il cornoÈ il portafortuna per eccellenza, rigorosamente rosso e preferibilmente di corallo e fatto a mano. Il corno fin dall'epoca neolitica era simbolo di potenza e di fertilità e quindi era di buon augurio per chi lo possedeva. In corallo, perché la mentalità popolare lo considerava una pietra preziosa col potere di scacciare malocchi e proteggere le donne incinte. Rosso perché è un colore che viene associato spesso, e in molte culture, alla fortuna. Fatto a mano perché acquista poteri benefici dalle mani che lo realizzano.
Dire "Merda" agli attori Agli attori o in teatro si dice merda per portare fortuna perché prima della nascita dell'automobile si utilizzavano le carrozze e quindi se davanti ad un teatro c'era molta cacca di cavallo significava che c'era stato molto pubblico e quindi che lo spettacolo era andato bene.Io ricordo ancora Miguel Bosè che diceva ai concorrenti del suo programma "mucho mierda"...che ridere!
E per restare in tema: Pestare le feci animali
Di dubbia origine ma pare la più accreditata: durante la Grande Guerra, il sistema più efficace per aggirare le mine era quello di camminare saltellando sugli escrementi di vacca (dove era passato l'animale poteva passare anche un uomo).
I numeri 13 e 17
Superstizione di origine asiatica: 13 sono infatti gli spiriti della casa, 12 buoni, il tredicesimo malvagio. Al 13 sono legate altre leggende: Filippo di Macedonia aggiunse la sua statua a quelle di dodici divinità. Secondo la leggenda fu ucciso per questo. Tredici furono i convitati all'ultima cena. Nell'Apocalisse il tredicesimo capitolo è quello del Male e dell'Anticristo, Satana (Satvan, "l'avversario"). Il 17 in Asia era considerato favorevole (nei tarocchi è rappresentato dalle stelle, 17 sono le parole di preambolo alla preghiera, 17 sono i regali consigli, che si impartivano sussurrati nell'orecchio, all'atto dell'incoronazione; 17 sono i simboli del vessillo reale. Nel Medioevo però fu il simbolo dei morti per impiccagione. Presso i romani, anagrammando il numero XVII, si otteneva il verbo VIXI che in latino, vuol dire "vissi" (sono morto!).
Versare il sale
Anche se nel Cenacolo di Leonardo Da Vinci non si vede più, data l'usura della tela, Giuda col gomito aveva rovesciato il salino mentre parlava all'orecchio di Gesù. Da qui è partita la superstizione che versare il sale porti sfortuna. Il sale comunque ha sempre avuto nell'antichità un grandissimo valore. Si pagava la gente con il sale (il salario appunto) ma ci sono molti altri significati positivi, per cui rovesciare il sale porta male in quanto spreco di un bene prezioso.
Specchio rottoVedere la propria immagine distorta e spezzata nei frammenti di uno specchio rotto dava l'idea di conseguenze negative. Furono gli antichi Romani a decidere che uno specchio rotto avrebbe causato 7 anni di guai: esisteva infatti all'epoca una credenza secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni 7 anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari 7 anni prima di tornare sani come prima.
Il ferro di cavalloLa tradizione che il ferro di cavallo sia un portafortuna trae origine dai tempi in cui gli uomini erano divisi in nobili cavalieri e poveri contadini. Succedeva che i poveri contadini stavano nelle loro misere dimore e vedevano sfrecciare i cavalieri. Se il cavallo perdeva un ferro allora il cavaliere era costretto a fermarsi e il contadino poteva dargli una mano e rimediare così qualche moneta in cambio dell'aiuto prestato. Ecco perché il ferro di cavallo diventa un portafortuna solo se trovato per strada e poi appeso sulla porta di casa.
Il gatto neroLa diceria che il gatto nero porti sfortuna ha origine nel Medioevo quando essi in genere erano considerati i diabolici compagni delle streghe, per la loro abitudine a uscire di notte. Quelli di colore nero inoltre, non molto visibili nell'oscurità, facevano imbizzarrire i cavalli, i quali scaraventavano i cavalieri a terra con estrema violenza. Da qui infatti proviene l'idea che portino sfortuna quando ci attraversano la strada.
Candele che si spengonoSe una candela si spegne durante una cerimonia vuol dire che ci sono spiriti maligni nelle vicinanze. Il "fuoco" sulle torte che venivano preparate nei banchetti festosi serviva invece a tenere lontani gli spiriti maligni. E' per questo motivo che, alla fine delle celebrazioni le candele venivano spente con un soffio: a festa ormai finita gli "spiriti malvagi" si allontanavano da soli e il fuoco non serviva più.
Festeggiamo un compleanno: è il 13 e cade di venerdì, una folata di vento fa aprire di botto la finestra che sbatte su uno specchio rompendolo, il pacco di sale che era sul davanzale si rovescia per terra e il vento spegne la candeline....mmhh...chiamiamo "L'ESORCICCIO"???
***Amina***